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Nuove opportunità per l’ortofrutta del territorio

Apofruit Italia e Terremerse organizzano a Faenza una iniziativa per presentare strategie, progetti e nuovi servizi per i produttori.

Mercoledì 16 aprile, alle ore 18, Apofruit Italia e Terremerse organizzano a Faenza (Stabilimento Ortofrutticolo Terremerse – Via San Silvestro, 38) una iniziativa dal titolo: “Opportunità per l’ortofrutta del territorio”.
Sarà questa la prima occasione pubblica per illustrare agli imprenditori agricoli della provincia di Ravenna e dell’area imolese i valori e i contenuti innovativi dell’accordo, stipulato qualche mese fa fra le due Cooperative, e per presentare le strategie e i nuovi servizi di logistica e di lavorazione industriale rivolte all’imprenditoria agricola della Romagna. Strategie corredate anche da un pacchetto di nuove proposte per quanto riguarda gli strumenti finanziari di sostegno agli investimenti (finanziamento dei nuovi impianti in leasing) e al ciclo gestionale delle imprese socie (factoring per l’anticipazione degli acconti sulle liquidazioni ai soci che ne facciano richiesta); oltre a nuove proposte varietali riguardanti le principali specie frutticole. Inoltre, nel corso dell’iniziativa verrà presentata la nuova cooperativa Fruit Services Coop, nata per offrire servizi efficienti a quell’imprenditoria che intende gestire direttamente la collocazione sul mercato della propria ortofrutta. A questa imprenditoria Fruit Service offrirà la possibilità di usufruire di personale qualificato, celle frigorifere e impianti di lavorazione efficienti con tariffe di servizio competitive. Ciò consentirà agli imprenditori che desiderino preservare la propria autonomia, di non doversi sobbarcare l’onere di dotarsi di propri impianti effettuando investimenti ripetitivi in ogni singola azienda

L’ accordo strategico tra Apofruit e Terremerse, salvaguardando l’identità dei due gruppi, mette a valore le migliori pratiche gestionali e d’integrazione al mercato nei settori dell’ortofrutta e delle agroforniture. Non si tratta di una fusione tra imprese ma di un’integrazione a rete che permette di sviluppare le rispettive competenze, di ridurre i costi, di migliorare il posizionamento nel mercato per poter creare valore a favore dei produttori associati. L’accordo si regge su cinque punti rilevanti: la politica di marca, quale elemento di distintività dei prodotti verso i clienti e i consumatori; la segmentazione dell’offerta per posizionare al meglio il prodotto nel canale commerciale di riferimento; l’innovazione varietale, elemento chiave per offrire al consumatore un prodotto di qualità più elevata; il biologico come scelta strategica; lo sviluppo dell’export, in particolare verso i nuovi mercati asiatici e i paesi del Golfo Persico.

Inoltre, in applicazione dell’accordo, i soci produttori di Apofruit Italia dell’area avranno la possibilità di conferire le proprie produzioni presso lo stabilimento Terremerse di Faenza che verrà gestito dalla Fruit Services Coop., la nuova Cooperativa emanazione di Terremerse, che ha rilevato in locazione lo stabilimento di Faenza per svolgervi un’attività di logistica e lavorazione. Anche Terremerse e Apofruit si avvarranno dei servizi di Fruit Service Coop. per la lavorazione del kiwi, oltre che per la raccolta e l’organizzazione dei conferimenti.

L’ortofrutta è sempre nel carrello della spesa

 

La scelta di frutta e di verdura fresche non si arresta nonostante la crisi. Gli italiani sopra la media europea per acquisto di prodotti ortofrutticoli. Per servire quotidianamente in tavola ortofrutta fresca e di stagione, il sito www.fruitylife.eu propone informazioni, suggerimenti e ricette per assaporare piatti originali e creativi all’insegna del benessere.

Consumare più volte al giorno frutta e verdura fresche di stagione (almeno 400 gr al giorno) è la raccomandazione del Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per una dieta sana e rappresenta la prima forma di prevenzione all’insegna del benessere e del gusto. E gli italiani sembrano averlo ben compreso, più di altri in Europa.

Seguendo le indicazioni dell’Oms, perché attenti al proprio benessere e alla prevenzione attraverso una corretta alimentazione, o semplicemente per una sana abitudine, il 23% degli italiani compra frutta e verdura tra le 4 e le 6 volte a settimana (contro il 19% della media europea) ed il 37% consuma due volte al giorno frutta e verdura, contro il 31% della media europea, come dimostrato dai risultati della recente Global Survey of Fresh Food realizzata da Nielsen.

A conferma dell’attenzione degli italiani al consumo giornaliero di prodotti salubri giocano anche i risultati dell’ultima rilevazione del Panel Famiglie di Ismea/GFK Eurisko nella quale si mostra una continua crescita nel 2012 – +7,8% rispetto all’anno precedente – dei consumi di prodotti ortofrutticoli biologici.

Gli italiani dimostrano quindi una maggior cura nella scelta dei prodotti, e anche in tempo di crisi è chiara la tendenza di un significativo numero di consumatori a pagare di più in cambio di qualità, sicurezza e garanzia degli alimenti portati in tavola.
“Il peso del consumo di ortofrutta mantiene un trend costante – dichiara il professor Corrado Giacomini, docente di Economia Agroalimentare dell’Università degli Studi di Parma – nonostante la contrazione anche dei consumi alimentari. Con la crisi economica che stiamo vivendo è mutato in generale il comportamento del consumatore che tende ad ottimizzare la spesa sia sulla base delle disponibilità economiche sia mostrando una particolare attenzione a determinati valori, basta vedere come il settore biologico sia in crescita continua anno dopo anno pur avendo prezzi superiori”.

I dati Istat, rielaborati da SG Marketing Agroalimentare (esecutore del programma Fruitylife), sull’incidenza della spesa per frutta e verdura sul totale degli acquisti delle famiglie italiane avallano la dichiarazione del Professor Giacomini.

 

Grazie ad una filiera presidiata in ogni passaggio e ad un sistema di tracciabilità tra i più rigorosi e severi che permette di risalire facilmente al produttore di ogni confezione di prodotto, frutta e verdura possono essere considerati sicuri: l’Unione europea, infatti, può vantare una legislazione molto scrupolosa e attenta alla salute dell’uomo e una rigorosa regolamentazione in termini di produzione biologica, di denominazioni di qualità legate al territorio e in generale di attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

Verdura e frutta esotica: se la conosci la cucini

 

Cos’è il gombo? Il dragon fruit si mangia cotto o crudo? E il tomatillo? Una guida pratica con cinquanta gustose ricette per conoscere e imparare a cucinare la frutta e la verdura esotiche che sempre più affollano le bancarelle dei nostri mercati.

Non dimentichiamo che anche la patata e il pomodoro sembravano strani ed esotici ai nostri antenati. Facciamo così conoscenza con: yam, eddo, cassava, per citare alcune verdure e tuberi. Ma anche rambustan, jackfruit, carambola, durian, mangosteen, kumqat, sapodilla… sul versante della frutta.

Per tutti i cuochi curiosi, per chi ha provato un gusto insolito in vacanza e vorrebbe ritrovarlo a casa, per chi ha voglia di rendere internazionale il suo orto, o semplicemente per chi ama mangiare e vuole misurarsi con sapori inediti.

 

VERDURA E FRUTTA ESOTICA
Se la conosci la cucini
di Roberta Ferraris
Terre di mezzo Editore
Collana: Sapori
176 pagine – 12,00 euro