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Chef Ernesto Rulli: polpette vegane

Pensate che le polpette più buone siano solo quelle fatte con la carne? Lo chef vegan Ernesto Rulli assicura di no, offrendo una variante cruelty free gustosa e veramente sorprendente!

Lo chef Ernesto Rulli, classe 1984, dopo gli studi all’Istituto alberghiero, comincia giovanissimo la sua esperienza da cuoco, che lo porterà in breve tempo a diventare chef nei migliori ristoranti di lusso all’estero. Emiliano di origine, ha poi deciso di aprire un suo ristorante alle porte di Modena dove, proprio per essere coerente con la sua scelta vegana e salutista, coltiva verdure, frutta e spezie in un orto proprio dietro il ristorante. Il blog personalee il canale YouTube dello chef Ernesto Rulli, sono frequentati ogni giorno da un numero impressionante di utenti, segno che le ricette vegan da lui proposte, sono molto apprezzate da un pubblico assolutamente eterogeneo.

Ma andiamo quindi a scoprire la proposta dello chef Ernesto Rulli delle polpette vegane! Gli ingredienti base per la preparazione di questa ricetta, sono facilmente reperibili e includono anche i cosiddetti ‘avanzi’: zucchine, patate e pane. Per prima cosa, bisogna pulire bene le zucchine e tagliarle per il verso lungo e poi a tocchetti piccoli. Intanto avrete messo a bollire le patate con la buccia, in una pentola piena di acqua e salata. Quando le patate sono lessate, aspettare che si raffreddino e sbucciarle. Torniamo ora alle zucchine: metterle in padella con uno scalogno tritato (lo chef Ernesto Rulli consiglia sempre di tritarlo finemente), e l’olio extravergine di oliva.

Una volta dorato leggermente lo scalogno insieme alle zucchine, aggiungere mezzo bicchiere di acqua e lasciar cuocere a fuoco basso per circa un quarto d’ora. Ora abbiamo tutti gli ingredienti pronti, andiamo quindi a comporre le polpette! Porre in una ciotola abbastanza grande, delle fette di pane (va bene anche quello avanzato), e ammorbidirlo con il latte di soia o di riso. Quando il pane si spappola, unire le zucchine e le patate e mischiare con le mani. Lo chef Ernesto Rulli consiglia di scolare bene gli ingredienti, se l’impasto risultasse troppo liquido, aggiungere un pò di pane grattuggiato. A questo punto, andiamo a lavorare delle pallette che cospargeremo esternamente di pane grattuggiato. Si possono mettere sia in forno, in una pirofila con un filo di olio, o friggerle. Buon appetito con le polpettine vegan!

Salse e sughi tradizionali

Aggiungere sapore a ciò che mangiamo. Ecco cosa sono le salse o i sughi. Condimenti più o meno liquidi e cremosi che legano tra loro alimenti diversi. In genere usate per accompagnare carni, pesci, pasta, verdure. Usate per dare sapore, condire, esaltare le caratteristiche organolettiche di ciò che stiamo mangiando.

 

Salse e sughi per tutti i gusti: da quelli più tradizionali a quelli più elaborati e complessi, quelli semplici, che risolvono il problema di una rapida spaghettata, a quelli con la carne o quelli pensati solo per i vegetariani, da quelli ipercalorici a quelli ipocalorici.

 

Insomma salse e sughi adatte a tutti i palati da quelli più tolleranti a quelli più esigenti.

 

Tante sono le idee di sughi o di salse che possono condire il riso o la pasta, sia quella fresca che quella secca.

 

A differenza delle salse, di cui si trovano ricette nelle culture antiche dei sumeri, egizi, caldei, dorici, assiri, greci ma anche nei più vicini romani, il sugo tradizionale, uno dei pilastri portanti della cucina mediterranea, non era conosciuto fino alla scoperta dell’America. Il pomodoro, ingrediente base del sugo tradizionale, è stato introdotto in Europa nel 1540 quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò degli esemplari. Ma la sua effettiva diffusione e coltivazione però dovette attendere fino alla seconda metà del XVII secolo. Solo in seguito, nel 1596, arriva in Italia ma solo più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli nel sud del paese ebbe una diffusione più capillare.

 

A differenza delle salse di cui possiamo rinvenire le tracce già I secolo d.C. con il De re coquinaria, (Sull’arte culinaria) di Apicio, per quanto riguarda il sugo tradizionale troviamo le prime ricette nel “Cuoco galante” di Vincenzo Corrado del 1778, ma qui non vengono ancora presentate come un condimento. Cosa che invece accade con il testo “Il cuoco maceratese” del 1779 di Antonio Nebbia dove viene associata con la pasta e con la pizza e poi in “Cucina casereccia” testo del 1839 in napoletano in appendice alla seconda edizione della “Cucina teorico-pratica” di Ippolito Cavalcanti. Ma la “versione moderna” della salsa e dei suoi usi ci è data però da Pellegrino Artusi nel 1891 con “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

 

Oggi le salse ed i sughi sono indispensabili in cucina. Sia calde che fredde sono facili da preparare ma è ancora più facile comprare ottime salse e sughi online.

 

Cocktail di gamberi

Preparare il cocktail di gamberi è molto semplice e , in pochi minuti, potrete presentare ai vostri ospiti un antipasto da veri intenditori, senza tuttavia aver dovuto faticare troppo in cucina!

Vi sveliamo due modalità per preparare il cocktail di gamberi: una dedicata a coloro che hanno un po’ di tempo da spendere in cucina per al preparazione, e una per chi si ritrova all’ultimo momento a dover preparare una cena per gli ospiti e non ha tempo di far sbollentare i gamberi, tanto meno di preparare la salsa rosa.

Chi avesse un po’ di tempo si rechi al supermercato nel reparto pescheria, o ancora meglio vada direttamente in pescheria, e acquisti dei gamberi freschi, circa 4 per ogni ospite. Vada a casa e li faccia sbollentare in acqua calda per circa 3 minuti,dopodiché li scoli, elimini i gusci e li lasci raffreddare in un piatto. In una ciotolina occorre rischiare maionese e ketchup, aggiungendo un pizzico si zucchero, sino a ottenere una salsa rosa. Mettete una foglia di lattuga in ogni ciotolina, versate un po’ di sala e, sulla superficie, mettete i gamberi sgusciati.

Nel caso in cui voleste preparare il cocktail di gamberi ma non aveste tempo, acquistate i gamberetti già pronti, cotti e sgusciati che si trovano al supermercati nelle pratiche confezioni, e comprate la salsa rosa già pronta nel reparto sughi e salse, dopodiché ripetete il procedimento come sopra descritto.

Il cocktail di gamberi è perfetto da preparare per ogni occasione e, soprattutto in estate, è uno degli antipasti d’eccellenza della nostra cucina!

Ali di polo con curry

Il curry è forse una spezia molto saporita che dona ai tuoi piatti oltre che ad un gusto deciso anche un loro giallo acceso. Per cucinare le ali di pollo al curry basta che abbiate a portata di mano:

  • ali di pollo già disossate
  • 1 cucchiaio di curry, ricordate che esistono curyy più o meno piccanti dipende dal gusto che vi piace
  • 4 cucchiai d’olio extravergine
  • farina di grano tenero tipo 00
  • mezza cipolla
  • 100 ml di vino bianco
  • 400 ml di brodo di carne
  • sale

 

Per prima cosa è necessario preparare le ali di pollo in questo modo: mettete su di un piano la farina setacciata adagiatevi sopra un’ala alla volta e impanatela su tutta la superficie, dopodiché affettate la cipolla molto finemente e fatela rosolare in una padella abbastanza grande affinché tutte le ali di pollo vengano disposte senza che si sovrappongano, una volta che la cipolla sarà rosolata, aggiungete le ali di pollo e alzate il fuoco e fatela andare fin quando entrambi le parti sia ben colorate, una volta fatto ciò fate sfumare con il vino bianco. Intanto in una piccola casseruola fate sciogliere il cucchiaio di  curry dentro il brodo di carne e dopo inondate le ali di pollo con il curry, abbassate il fuco e fatele andare per 15 minuti.

Controllate bene la cottura del pollo, che non può essere assolutamente servito crudo e fate anche attenzione che non si asciughi completamente il sughetto.

Le ali di pollo con il curry è un piatto che può essere accompagnato con un po’ di riso in bianco e magari qualche verdura fresca.