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Vini italiani e accostamenti bizzarri: funghi, piatti vegetariani, pizza

Coloro che amano il vino, sanno quali siano i vini italiani migliori per i primi e i secondi piatti a basi di pesce oppure di carne. Ci sono però molti altri abbinamenti, anche bizzarri in alcuni casi, che possono essere fatti in cucina, abbinamenti per i quali potrebbe essere difficile riuscire a scovare il vino più adatto. Pensiamo ad esempio ai funghi, ai piatti vegetariani oppure, perché no, alla pizza.

I funghi sono tra i frutti più prelibati e carichi di gusto che la terra ci offre, ma riuscire a trovare il vino giusto per loro non è affatto semplice, perché c’è sempre il rischio che il vino possa andare a coprire in modo sin troppo intenso il loro aroma, senza quindi riuscire ad esaltarlo. Vi consigliamo caldamente allora di scegliere un vino prodotto con uve Sauvignon nel caso di risotti e pasta conditi con i funghi oppure di funghi fritti. Per ogni ricetta che preveda finferli oppure chiodini, potete invece scegliere un vino Cori. E per il tartufo? Un Nebbiolo è senza alcun dubbio il vino perfetto.

Le ricette vegetariane sono sempre più diffuse e amate, ma quali vini scegliere per riuscire ad esaltare il loro sapore al meglio? Per tutte le ricette a base di formaggio, soprattutto stagionato, oppure di frutta, potete decidere di aprire una bottiglia di Franciacorta. Per i formaggi molto leggeri, freschi, magari spalmabili e per la soia o i primi piatti a base di zucca e verdure fresche, potete optare per un bel Pinot Grigio. Per le insalata dal sapore piuttosto acido, il Gaggiandre è il vino ideale. Per tofu e seitan, ingredienti questi sempre più diffusi nella cucina vegetariana, l’abbinamento migliore è senza dubbio un Passera. Se invece dovete trovare il vino perfetto per i piatti a base di uova, meglio scegliere un Nero d’Avola oppure un buon bicchiere di genuino Verdicchio.

E per la pizza? Molte persone credono che non sia assolutamente possibile creare un abbinamento di questa tipologia, ma possiamo invece assicurarvi che non è affatto così. Per le pizze alle verdure, leggere e fresche, e per quelle con crostacei o pesce, potete optare per un vino rosato molto leggero. Per le pizze invece più pesanti, arricchite da salumi anche piccanti, è possibile invece optare per il Lambrusco e le sue incantevoli bollicine. Nel caso di pizze con salsiccia, rucola, melanzane, gorgonzola e altri formaggi dal sapore molto forte, è invece possibile optare per un vino fermo piuttosto corposo.

Speriamo davvero che questi piccoli consigli vi siano utili, così che sia possibile per voi scovare i vini italiani migliori per ogni ricetta che siete soliti portare in tavola. Vi consigliamo caldamente di andare alla ricerca dei migliori vini italiani per le vostre ricette direttamente online, così che sia possibile scegliere tra una più vasta gamma di cantine e di etichette, così che sia possibile anche risparmiare. Risparmiare sul vino, che è di per sé un prodotto piuttosto costoso, è fondamentale, così da non dover scendere a compromessi, così da riuscire a portare in tavola il meglio senza per questo dover spendere un’esagerazione. E ricordate che è sempre buona regola avere in casa delle bottiglie di vino in più, così che sia possibile portarle con voi nel caso in cui veniate invitati ad una cena o ad una festa. Arrivare a mani vuote infatti è davvero da maleducati!

Moscato Bianco Canelli, l’eccellenza del vino piemontese

Canelli è un comune italiano, in provincia di Asti, nella regione Piemonte.
Ci troviamo in un territorio considerato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, inserito nel contesto vitivinicolo delle Langhe-Roero e del Monferrato. In queste splendide colline, mitigate da un microclima particolare, sin dall’epoca romana si coltiva la vite ed oggi Canelli dà origine ad una delle più stupefacenti bollicine presenti sul mercato.

Alcuni cenni storici sull’eccellenza delle uve Moscato

Le uve Moscato possono essere a bacca bianca o nera. Le origini di questo vitigno si possono circoscrivere nel bacino del Mediterraneo e sono state portate nei territori dell’Italia meridionale dai coloni greci che conservarono i semi o i tralci per poterli coltivare nelle zone della Magna Grecia.
Durante il corso degli anni, le uve Moscato hanno trovato un perfetto terreno di crescita e di sviluppo nelle regioni più settentrionali, come queste di Asti, celebri per un clima particolare e ventilato e per dei terreni ricchi di sali minerali. I fautori della diffusione delle uve Moscato in Piemonte possono considerarsi i mercanti veneziani che con i loro viaggi permisero lo sviluppo su tutto il Nord Europa.
Per la sua provenienza esotica, il Moscato veniva chiamato nel medioevo con l’appellativo di nettare greco. È grazie allo studio vinicolo di Giovanni Battista Croce che il Moscato ha assunto un’importanza storica certificata. Lo studioso ed enologo, gioielliere del duca di Savoia e appassionato di viticoltura, si trasferì in Piemonte verso la fine del XV secolo e coltivò nella sua vigna le eccellenze dei vini Moscato, appassiti sulle bucce e dal sapore dolce ed aromatico.
I vigneti del Moscato Bianco di Canelli crescono esclusivamente nelle zone collinari, dove sono coltivate nel pieno rispetto delle norme DOC, senza alcun tipo di forzatura e senza ricorrere all’irrigazione di soccorso.

Vinificazione del Moscato d’Asti Canelli

L’uvaggio impiegato è di uve Moscato 100%.
Le bacche provengono da vigneti aziendali presenti nelle amene colline nella zona di Canelli, a circa 190 metri sul livello del mare, esposti a sud-est e con una pendenza del 15%. Questi terreni sono fortemente alcalini, con strati di tufo e limo, ricchi di scaglie di pietra calcarea.
Le uve che si ottengono sono caratterizzate da un’ottima sanità, un livello aromatico equilibrato e una buona acidità che consentono di ritardare la raccolta fino al raggiungimento del tenore zuccherino ottimale.
La vendemmia si effettua nei primi 15 giorni di settembre, rigorosamente a mano e con cassette.
Segue la vinificazione in bianco, con la spremitura soffice delle uve, una fase di conservazione a freddo e un’altra di fermentazione e macerazione sulle bucce, senza vinacce, su lieviti indigeni, autoctoni e del tutto naturali.
La presa di spuma avviene in autoclave e dura circa 30 giorni, per concludersi con l’imbottigliamento.

Caratteristiche organolettiche del Moscato Bianco Canelli

Il vino si presenta al bicchiere con un colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli. Al naso, presenta delle note sia floreali che fruttate che virano dal sentore di mela golden, pera, fiori d’acacia, limone, arancia e pompelmo rosa, frutti esotici come l’anans, salvia e muschio.
Attraverso una fase di affinamento, il Moscato Bianco di Canelli sviluppa delle note di miele e di mela candita.
La spuma è fine e persistente, mentre il sapore è delicatamente secco, con un buon equilibrio di aromi.

Possibili abbinamenti

La freschezza di questa bollicina permette al vino di essere consumato a tutto pasto. È ottimo sia come aperitivo che per accompagnare la pasticceria, dolci al cucchiaio e crostate di frutta, ma si sposa molto bene anche con salumi e formaggi, pesce, carni bianche, risotti, cibi piccanti e speziati.

I profumi del vino

È capitato a tutti di soffermarsi ad ascoltare un enologo che assaggia un vino. La prima volta che questo è accaduto ci siano certamente stupiti ad ascoltare gli aggettivi attribuiti prima all’aroma, poi al sapore del vino, che per alcuni sono poi anche difficili da ritrovare nel bicchiere. Esprimere le sensazioni che si provano assaggiando un vino non è semplice, anche perché il nostro vocabolario è povero di termini che indichino con precisione un profumo o un sapore. Per questo diviene obbligatorio rubare dei termini da altri mondi, assimilando le sensazioni che si stanno provando al mondo vegetale, a quello dei dolci, alla natura.

I perché di un comportamento
Bere un vino è un’esperienza complessa, soprattutto se la cosa viene fatta in modo consapevole. Un enologo non solo assapora un vino e cerca di carpirne tutti i sentori, ma cerca anche di tradurre in parole ciò che sta sperimentando. Molti vini, quasi tutti, forniscono diversi livelli di sensazioni, tutti miscelati tra loro: si parte dall’aroma che colpisce il naso avvicinando il liquido al viso, per poi passare dal sapore che giunge per primo non appena il vino è in bocca, fino ai gusti dati dal passaggio sulla lingua e al retrogusto, ciò che rimane in bocca quando il vino è ormai finito. Stiamo parlando di un bouquet complesso, che non solo ha in sé diversi aromi al primo momento dell’assaggio, ma che spesso varia anche con il trascorrere del tempo.

L’importanza del profumo
Quando mangiamo o beviamo un alimento le prime sensazioni che avvertiamo non riguardano il gusto, ma la vista e l’olfatto. Questo avviene anche con il vino; ad esempio se prendiamo un bicchiere di Friuli DOC 2015 vedremo un liquido che ha il colore giallo della paglia e un aroma che ricorda la frutta fresca e i fiori delicati di primavera. Altri vini bianchi hanno invece un colore più dorato e intenso e aromi completamente diversi, ad esempio quelli della frutta esotica. Prendendo aggettivi e immagini colorite da altri ambito, che non riguardano necessariamente il campo alimentare, riusciamo a spiegare a chiunque l’aroma e il gusto di un vino, con termini che chiunque può comprendere. Spesso il primo sapore, quello che colpisce la lingua, ricorda la frutta (del resto è dalla frutta che il vino proviene), certo molto diverso è se il vino ha un gusto che inizialmente ricorda l’ananas o il pompelmo.

Gli aromi finali
Ciò che si nota ascoltando la spiegazione dell’aroma di un vino da parte di un enologo è la chiara differenza del sapore che si avverte quando il liquido tocca la lingua con quello che alla fine rimane in bocca. Molti vini hanno una chiusura rinfrescante e piacevole, altri ne hanno una balsamica e aromatica, con sentori di erbe fresche, come la mentuccia o il timo. Non ci si deve stupire poi se negli aggettivi sono compresi anche dei termini che non indicano necessariamente un sapore piacevole, come ad esempio quando si descrive l’acidità di un vino, o l’aroma che sovrasta gli altri. Ogni singolo aggettivo deve infatti essere compreso all’interno dell’intera descrizione, per conferire un chiaro significato al tutto.

Idee regalo Natale per chi ama il vino

Di solito siamo portati a pensare che fare un regalo a chi è amante del vino sia un’impresa semplice: basta scegliere una bottiglia, e magari abbinare un bel cavatappi, e il gioco è fatto! Nulla in contrario se sei un intenditore e sai cosa acquistare. E invece per chi non è proprio un esperto in materia? Ecco le idee giuste per non sbagliare!

Cosa regalare a Natale a chi ama il vino

La prima idea che ti proponiamo per assicurarti una bella figura il giorno di Natale, punta alla tradizione. A scegliere un grande classico non si sbaglia mai! E il budget lo decidi tu: ci sono bottiglie dai 15 ai 100 euro e passa. Punta su vini come il Chianti, il Brunello, il Montepulciano d’Abruzzo, il miglior vino Barolo o il Verdello. Li trovi in tutte le grandi catene di supermercati ma per un tocco più da esperto puoi recarti direttamente in enoteca.

Se invece sai che la cantina del tuo amico o del tuo caro parente è già ben rifornita, punta sugli accessori. Te ne presentiamo alcuni davvero indispensabili e molto belli da regalare. Innanzitutto, il decanter. Si tratta di una sorta di “brocca” in cui versare il vino, per farlo riposare e arieggiare prima di servirlo. Ha la base larga e il collo più stretto, di solito è in cristallo o in vetro trasparente. Un’idea regalo di sicuro effetto, elegante e utile.

Un’altra idea in grado di farti fare davvero una bella figura, riguarda la cantinetta per il vino. Di legno la maggior parte delle volte, permette di tenere in ordine tutte le bottiglie e di regolarle alla giusta temperatura. Se il budget invece è più limitato, il consiglio è quello di puntare su un cavatappi: non di quelli commerciali che si trovano al supermercato, però: ce ne sono alcuni dal design davvero incantevole!

E che dire dei sottobicchieri? In giro per boutique e mercatini di Natale potrai scovarne alcuni anche in pietra lavica, con l’incisione in superficie di alcune frasi a tema Food & Beverage.

Indeciso tra vino e accessori? Ebbene, puoi optare per un cofanetto regalo, in modo da combinare entrambe le idee! Sono sempre molto apprezzati e impreziosiscono in un attimo la cantina o il salotto. La scatola classica di solito è realizzata in legno, all’interno contiene una bottiglia di vino pregiato e gli accessori giusti per poterla degustare al meglio: dal cavatappi all’intero set da sommelier, con tanto di tappo adatto per richiudere la bottiglia.

Altri cofanetti invece puntano su rinomati prosecchi e abbinano alle bottiglie, un tagliere in legno con gli accessori indispensabili per poter tagliare e servire il  formaggio: set di coltelli, punteruolo per il grana e utensili specifici per spalmabili.

Se invece vuoi abbinare qualcosa di diverso alla pregiata bottiglia di vino che hai deciso di regalare, punta sui bicchieri: scegli ovviamente “la bolla” ideale per fare in modo che il prezioso nettare degli dei possa esaltarsi al meglio nel profumo e nel gusto che lo contraddistinguono.