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I profumi del vino

È capitato a tutti di soffermarsi ad ascoltare un enologo che assaggia un vino. La prima volta che questo è accaduto ci siano certamente stupiti ad ascoltare gli aggettivi attribuiti prima all’aroma, poi al sapore del vino, che per alcuni sono poi anche difficili da ritrovare nel bicchiere. Esprimere le sensazioni che si provano assaggiando un vino non è semplice, anche perché il nostro vocabolario è povero di termini che indichino con precisione un profumo o un sapore. Per questo diviene obbligatorio rubare dei termini da altri mondi, assimilando le sensazioni che si stanno provando al mondo vegetale, a quello dei dolci, alla natura.

I perché di un comportamento
Bere un vino è un’esperienza complessa, soprattutto se la cosa viene fatta in modo consapevole. Un enologo non solo assapora un vino e cerca di carpirne tutti i sentori, ma cerca anche di tradurre in parole ciò che sta sperimentando. Molti vini, quasi tutti, forniscono diversi livelli di sensazioni, tutti miscelati tra loro: si parte dall’aroma che colpisce il naso avvicinando il liquido al viso, per poi passare dal sapore che giunge per primo non appena il vino è in bocca, fino ai gusti dati dal passaggio sulla lingua e al retrogusto, ciò che rimane in bocca quando il vino è ormai finito. Stiamo parlando di un bouquet complesso, che non solo ha in sé diversi aromi al primo momento dell’assaggio, ma che spesso varia anche con il trascorrere del tempo.

L’importanza del profumo
Quando mangiamo o beviamo un alimento le prime sensazioni che avvertiamo non riguardano il gusto, ma la vista e l’olfatto. Questo avviene anche con il vino; ad esempio se prendiamo un bicchiere di Friuli DOC 2015 vedremo un liquido che ha il colore giallo della paglia e un aroma che ricorda la frutta fresca e i fiori delicati di primavera. Altri vini bianchi hanno invece un colore più dorato e intenso e aromi completamente diversi, ad esempio quelli della frutta esotica. Prendendo aggettivi e immagini colorite da altri ambito, che non riguardano necessariamente il campo alimentare, riusciamo a spiegare a chiunque l’aroma e il gusto di un vino, con termini che chiunque può comprendere. Spesso il primo sapore, quello che colpisce la lingua, ricorda la frutta (del resto è dalla frutta che il vino proviene), certo molto diverso è se il vino ha un gusto che inizialmente ricorda l’ananas o il pompelmo.

Gli aromi finali
Ciò che si nota ascoltando la spiegazione dell’aroma di un vino da parte di un enologo è la chiara differenza del sapore che si avverte quando il liquido tocca la lingua con quello che alla fine rimane in bocca. Molti vini hanno una chiusura rinfrescante e piacevole, altri ne hanno una balsamica e aromatica, con sentori di erbe fresche, come la mentuccia o il timo. Non ci si deve stupire poi se negli aggettivi sono compresi anche dei termini che non indicano necessariamente un sapore piacevole, come ad esempio quando si descrive l’acidità di un vino, o l’aroma che sovrasta gli altri. Ogni singolo aggettivo deve infatti essere compreso all’interno dell’intera descrizione, per conferire un chiaro significato al tutto.

Idee regalo Natale per chi ama il vino

Di solito siamo portati a pensare che fare un regalo a chi è amante del vino sia un’impresa semplice: basta scegliere una bottiglia, e magari abbinare un bel cavatappi, e il gioco è fatto! Nulla in contrario se sei un intenditore e sai cosa acquistare. E invece per chi non è proprio un esperto in materia? Ecco le idee giuste per non sbagliare!

Cosa regalare a Natale a chi ama il vino

La prima idea che ti proponiamo per assicurarti una bella figura il giorno di Natale, punta alla tradizione. A scegliere un grande classico non si sbaglia mai! E il budget lo decidi tu: ci sono bottiglie dai 15 ai 100 euro e passa. Punta su vini come il Chianti, il Brunello, il Montepulciano d’Abruzzo, il miglior vino Barolo o il Verdello. Li trovi in tutte le grandi catene di supermercati ma per un tocco più da esperto puoi recarti direttamente in enoteca.

Se invece sai che la cantina del tuo amico o del tuo caro parente è già ben rifornita, punta sugli accessori. Te ne presentiamo alcuni davvero indispensabili e molto belli da regalare. Innanzitutto, il decanter. Si tratta di una sorta di “brocca” in cui versare il vino, per farlo riposare e arieggiare prima di servirlo. Ha la base larga e il collo più stretto, di solito è in cristallo o in vetro trasparente. Un’idea regalo di sicuro effetto, elegante e utile.

Un’altra idea in grado di farti fare davvero una bella figura, riguarda la cantinetta per il vino. Di legno la maggior parte delle volte, permette di tenere in ordine tutte le bottiglie e di regolarle alla giusta temperatura. Se il budget invece è più limitato, il consiglio è quello di puntare su un cavatappi: non di quelli commerciali che si trovano al supermercato, però: ce ne sono alcuni dal design davvero incantevole!

E che dire dei sottobicchieri? In giro per boutique e mercatini di Natale potrai scovarne alcuni anche in pietra lavica, con l’incisione in superficie di alcune frasi a tema Food & Beverage.

Indeciso tra vino e accessori? Ebbene, puoi optare per un cofanetto regalo, in modo da combinare entrambe le idee! Sono sempre molto apprezzati e impreziosiscono in un attimo la cantina o il salotto. La scatola classica di solito è realizzata in legno, all’interno contiene una bottiglia di vino pregiato e gli accessori giusti per poterla degustare al meglio: dal cavatappi all’intero set da sommelier, con tanto di tappo adatto per richiudere la bottiglia.

Altri cofanetti invece puntano su rinomati prosecchi e abbinano alle bottiglie, un tagliere in legno con gli accessori indispensabili per poter tagliare e servire il  formaggio: set di coltelli, punteruolo per il grana e utensili specifici per spalmabili.

Se invece vuoi abbinare qualcosa di diverso alla pregiata bottiglia di vino che hai deciso di regalare, punta sui bicchieri: scegli ovviamente “la bolla” ideale per fare in modo che il prezioso nettare degli dei possa esaltarsi al meglio nel profumo e nel gusto che lo contraddistinguono.

Il Prosecco italiano: un vino dalle mille sfaccettature

Quale è quella particolarità che permette di trovare il giusto abbinamento tra cibo e vino?

Ad ogni piatto si associa un determinato tipo di vino. L’unione tra i sapori e gli odori renderà quel mix unico e indimenticabile. Oggi si parla moltissimo di cibo. Articoli sui giornali e trasmissioni in televisione sono argomento di conversazione ovunque. Su internet si trovano centinaia di siti che presentano piatti, vini, ricette, ingredienti. Tutti o quasi oggi sono o si sentono chef. Ma basta poco per rovinare un piatto speciale, basta l’abbinamento con un vino sbagliato.
Sicuramente esiste un gusto personale che fa preferire un vino ad un altro, ma alcune regole sono fondamentali per indirizzare la scelta nella giusta direzione.
Il vino rosso si sposa con affettati, carni rosse, e comunque piatti dai sapori decisi. Per tutti gli altri cibi, il bianco è nettamente da preferire in tutte le sue varianti.

Il Prosecco italiano è una eccellenza nazionale e può essere utile qualche consiglio per abbinarlo al meglio. La versatilità del Prosecco dovuta alle molte varianti caratterizzate dai diversi livelli di zucchero presenti, lo rendono adatto ad accompagnare piatti diversi e anche un pranzo completo. Il Prosecco Spumante è un vino DOCG.

Chi non conosce almeno di nome il Prosecco? Bianco e dal sapore fresco, questo vino è il più richiesto all’estero. Nel 2014 l’enorme quantità di bottiglie vendute nel mondo lo ha portato a superare il blasonato champagne. Vino genuino e italiano, conosciuto fin dall’antichità, viene menzionato per la prima volta nel 1593. Da quel lontano momento è stato sempre prodotto con uve scelte e selezionate. Il vitigno principale è il glera, al quale non possono essere aggiunte altre uve se non in percentuale inferiore o uguale al 15%. Si otterranno così diverse tipologie dello stesso vino.

Prosecco Extra dry
Il nome evoca un gusto secco, invece lo zucchero è presente in quantità che può raggiungere i 17 grammi per litro. Un aperitivo, inteso come quattro chiacchiere in compagnia prima di cena, non è tale senza la presenza del Prosecco, è il vino preferito per queste occasioni, informali ma di classe, un calice servito ad una temperatura fra i sei e gli otto gradi rende ancor più piacevole l’happy hour. Formaggi non stagionati, verdure e pesce, piatti dai sapori leggeri, sono gli abbinamenti consigliati per poter gustare appieno questo momento conviviale così di moda.

Prosecco Brut
Un intero pranzo a tema marinaro potrà avere come unico vino un Prosecco Brut. Qualsiasi pesce venga servito, cotto o crudo è indifferente, mantiene un sapore fresco e profumato. Il Brut è la scelta ideale, per il suo gusto acidulo e il basso contenuto di zucchero, meno di dodici grammi per litro, non copre il sapore delle pietanze ma al contrario lo esalta. Oltre al pesce si sposa bene con primi a base di riso, ma non si trova male neanche con le delicate carni bianche.
I più raffinati lo affiancheranno a un primo di tagliatelle condite con un profumato tartufo o un saporito astice.

Prosecco Dry
È il più dolce, con una quantità di zucchero che può arrivare fino a 32 grammi per litro. I dessert meglio se non troppo dolci, la frutta e, per chi apprezza la combinazione, i molluschi sono alcuni degli abbinamenti consigliati. Ma possiamo osare anche l’abbinamento con del paté di fegato o un formaggio molle come il gorgonzola. Per tornare al dolce, possiamo sorseggiarlo con una fetta di panettone o di pandoro.

Alcuni abbinamenti particolari? Cibo indiano e Prosecco Brut oppure è possibile provare un panino preparato con scaglie di parmigiano stagionato e fettine di tartufo. Da non dimenticare un calice di Prosecco e della pizza bianca imbottita con profumate fettine di mortadella.

Si potrebbe andare avanti per ore elencando tutti gli abbinamenti suggeriti, dai più conosciuti ai più improbabili. Questa grande varietà di cibi, dalla verdura al pesce, dalla pasta al bignè alla crema, è solo una prova in più di quanto il Prosecco occupi a pieno diritto il primo posto tra i vini più conosciuti e bevuti nel mondo intero.

Il Moscato e i migliori vini italiani: tra tradizione e innovazione alla scoperta di sapori unici

Sono davvero numerose le zone in Italia in cui si coltivano alcune delle uve più buone del mondo, zone queste che sono famose per la produzione di vini di alta qualità che ci permettono di accompagnare al meglio tutti i nostri piatti. Come ben sappiamo infatti avere un vino d’eccezione per ogni piatto che viene portato sulle nostre tavole è importante, perché il vino ci permette di esaltare ogni sapore al meglio e di rendere la tradizione gastronomica italiana semplicemente perfetta, divina potremmo dire.

Tra le zone più interessanti d’Italia per la produzione di uve e vini d’eccezione dobbiamo sicuramente ricordare la zona di produzione del Moscato Bianco di Origine Controllata e Garantita, qui infatti si producono dei vini dal sapore inconfondibile che ci accompagnano dall’antipasto al dolce, vini frizzanti che condiscono la nostra vita con le loro bollicine e ci permettono di creare momenti piacevoli di incontro, allegria e spensieratezza con tutte le persone che amiamo.

L’uva che viene coltivata in queste zone assume un colore giallo dorato al momento della sua maturazione. Questo è il momento in cui l’uva deve essere raccolta e pigiata utilizzando delle pigiatrici a rulli che permettono di effettuare una spremitura soffice. La spremitura soffice è importante perché permette di mantenere intatta la qualità dell’uva. Il succo che viene così realizzato viene messo a fermentare a basse temperature all’interno di recipienti in acciaio e viene poi immediatamente imbottigliato, anche in questo caso per evitare che le uve possano perdere la loro integrità.

Questo è il processo che permette di realizzare dei vini italiani d’eccezione, di alta qualità, naturali al cento per cento e davvero genuini. Tra le aziende più importanti di questo settore che realizzano i vini migliori dobbiamo sicuramente ricordare l’azienda Tosti. Si trova a Canelli, nel cuore quindi di questo territorio tanto eccezionale, e la sua storia affonda le sue radici nell’ormai lontano 1820, una storia che è un vero e proprio retaggio di tradizioni. Tosti però non è un’azienda che vive solo nel passato, è un’azienda che sa rinnovarsi anno dopo anno e che sa mettere in gioco tutta la sua creatività per garantire dei prodotti capaci di essere sempre al passo con i tempi che corrono.

Il Moscato è sicuramente il cuore della produzione di Tosti, un vino dal sapore pieno e vellutato, unico e ricercato, un vino dolce dal colore giallo paglierino con riflessi dorati che permette di portare in tavola un momento di grande piacere. Il profumo aromatico e fresco vi abbraccia non appena aprite la bottiglia, un profumo caratterizzato da note di salvia e pesca ben riconoscibili e che vi farà venire subito la voglia di assaggiarne un sorso. Assaporare questo vino è un’esperienza eccezionale che coinvolge il vostro palato ma anche tutti i vostri sensi, un’esperienza che vi farà sentire orgogliosi della vostra terra e di tutti i suoi eccellenti doni.