Panapesca e la nutriuzionista Monica Artoni insieme per promuovere una corretta informazione sul pesce surgelato

Promuovere una corretta cultura del consumo significa valorizzare non solo il prodotto, ma anche l’informazione. È con questo obiettivo che Panapesca presenta “Cosa c’è nel piatto? Tutto sul pesce surgelato”, la nuova campagna educational sviluppata insieme alla dietista nutrizionista Monica Artoni, pensata per offrire contenuti scientificamente corretti e facilmente accessibili. 

L’iniziativa affronta alcuni dei principali luoghi comuni che ancora accompagnano il pesce surgelato, dalla presunta inferiorità nutrizionale rispetto al fresco alla convinzione che contenga conservanti o presenti una qualità organolettica inferiore. 

Temi che interessano anche il comparto Horeca, dove il prodotto surgelato rappresenta uno strumento strategico per garantire continuità di approvvigionamento, sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi e standard qualitativi costanti. 

I contenuti della campagna, distribuiti attraverso Facebook, Instagram, YouTube e il blog aziendale, sono accompagnati dalla guida gratuita “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”, curata dalla stessa Monica Artoni. 

 L’incontro con Panapesca è nato dalla condivisione di valori fondamentali come la qualità del prodotto, la trasparenza e l’attenzione alla ricerca, con l’obiettivo comune di offrire alle persone strumenti affidabili per orientarsi nelle scelte alimentari , commenta Monica Artoni. 

L’azienda sottolinea come oggi il ruolo di un produttore non possa limitarsi alla commercializzazione del prodotto, ma debba comprendere anche attività di educazione alimentare. 

“Con questo progetto vogliamo offrire strumenti concreti e accessibili per raccontare il pesce surgelato in modo trasparente, valorizzandone qualità, praticità e benefici nutrizionali. Crediamo che oggi un’azienda debba avere anche la responsabilità di informare e accompagnare i consumatori verso scelte più consapevoli”, afferma Giovanni Sabino, Amministratore Delegato di Panapesca. 

L’iniziativa riflette l’approccio che da oltre cinquant’anni caratterizza l’azienda toscana, fondato su qualità, sicurezza e controllo della filiera, elementi sempre più rilevanti anche per il mondo della ristorazione professionale. 

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